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Il 13 novembre 2025, presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali (DISPI) dell’Università di Siena, si è tenuto il seminario “Cibo, salute e genere: intersezioni di giustizia sociale”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al legame tra pratiche alimentari, dinamiche di genere e disuguaglianze sociali. L’iniziativa ha posto al centro una questione fondamentale: il cibo non è soltanto un bisogno primario, ma uno spazio in cui si intrecciano diritti, accesso, salute e giustizia sociale.

A partire dal principio secondo cui l’accesso al cibo deve essere considerato un diritto e non un privilegio, il seminario ha evidenziato come le scelte alimentari siano profondamente influenzate da condizioni sociali, economiche e culturali. Le possibilità concrete di accesso a un’alimentazione sana, sostenibile ed etica non dipendono infatti esclusivamente dalle preferenze individuali, ma sono il risultato di contesti che possono facilitare o ostacolare tali scelte.

Il tema è stato affrontato attraverso un approccio interdisciplinare, mettendo in relazione dimensioni diverse ma strettamente interconnesse: la salute, intesa come benessere che va oltre la sfera individuale; l’educazione, come strumento essenziale per sviluppare consapevolezza; il genere, con particolare attenzione al ruolo della cura e alle responsabilità domestiche; e la giustizia sociale, come prospettiva necessaria per leggere e affrontare le disuguaglianze. Queste dimensioni si influenzano reciprocamente, contribuendo a definire le condizioni entro cui le persone possono esercitare le proprie scelte.

Particolare rilievo è stato dato al concetto di cura, intesa non solo come valore, ma come pratica quotidiana situata, spesso vincolata da fattori strutturali quali il tempo disponibile, le risorse economiche, la prossimità ai luoghi di approvvigionamento e l’accesso alle informazioni. In questo senso, le pratiche alimentari diventano un osservatorio privilegiato per comprendere come le disuguaglianze si manifestino nella vita quotidiana, ma anche come possano essere ripensate e trasformate.

Il seminario ha inoltre contribuito a delineare una visione della giustizia alimentare come processo relazionale, che riguarda non solo la disponibilità di cibo, ma le condizioni che rendono possibile un’alimentazione equa, sostenibile e consapevole. Ne emerge la necessità di politiche pubbliche, strumenti educativi e infrastrutture sociali capaci di sostenere pratiche alimentari più inclusive, riducendo le disuguaglianze e ampliando le possibilità di scelta.

L’iniziativa si inserisce nel percorso della Scuola Diffusa sulle nuove discriminazioni promossa da Think & Act, che si propone di creare spazi di formazione, ricerca e confronto sui fenomeni contemporanei di disuguaglianza. In questo contesto, il seminario di Siena rappresenta un tassello significativo, contribuendo ad ampliare l’analisi delle nuove discriminazioni attraverso il tema del cibo, della cura e della giustizia sociale. La Scuola Diffusa si configura così come un laboratorio aperto, capace di mettere in dialogo università, ricerca e territori, con l’obiettivo di trasformare la riflessione in strumenti concreti di comprensione e azione.

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