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Comprendere il contesto in cui viviamo significa andare oltre ciò che è visibile. I luoghi non sono solo spazi fisici, ma stratificazioni di memorie, trasformazioni e relazioni tra esseri umani e ambiente. In questa prospettiva si inseriscono le environmental humanities, un campo di studio che intreccia dimensioni culturali, storiche, sociali ed ecologiche per leggere in modo critico i territori contemporanei.

Le environmental humanities ci invitano a osservare i luoghi non come sfondi neutri, ma come spazi attraversati da conflitti, decisioni politiche e processi di trasformazione che incidono sulla qualità della vita. Ogni infrastruttura, ogni paesaggio urbano, ogni cambiamento ambientale racconta una storia fatta di scelte, priorità e disuguaglianze.

Un esempio emblematico di questa lettura è rappresentato dalla Tangenziale Est di Roma, nel tratto di San Lorenzo. Qui, l’infrastruttura non è soltanto un elemento di mobilità urbana, ma un segno concreto di come lo sviluppo urbano abbia inciso sul territorio, modificando il rapporto tra ambiente, comunità e memoria.

La Tangenziale attraversa un quartiere storicamente segnato da trasformazioni sociali e culturali, creando una frattura fisica e simbolica nello spazio urbano. Il rumore, l’inquinamento e la separazione degli spazi non sono soltanto effetti materiali, ma elementi che influenzano profondamente la percezione e la vivibilità del luogo. In questo senso, l’infrastruttura diventa parte integrante dell’esperienza quotidiana, ridefinendo il modo in cui le persone abitano e attraversano il territorio.

Attraverso un’analisi sviluppata, abbiamo cercato di leggere questo spazio non come oggetto urbano, ma come luogo di memoria e di relazione tra esseri umani e ambiente. Il video realizzato come componente del lavoro restituisce proprio questa dimensione, mettendo in evidenza come la Tangenziale sia al tempo stesso presenza fisica, elemento di disturbo e testimonianza di un modello di sviluppo.

🎥 Il video è disponibile qui:

https://youtu.be/xodwUIh4IPw  


Qui la memoria assume un ruolo centrale. Non si tratta solo di ricordare ciò che è stato, ma di comprendere come il passato continui a influenzare il presente e a orientare le possibilità future.

Le infrastrutture, le trasformazioni urbane e le scelte ambientali non sono neutre: producono effetti che si distribuiscono in modo diverso tra le comunità, contribuendo a generare nuove forme di disuguaglianza.

Le environmental humanities offrono strumenti per leggere questi processi in modo critico, mettendo in relazione ambiente, cultura e società. Questo approccio permette di comprendere come la qualità della vita sia strettamente legata al contesto in cui si vive e a come questo contesto è stato costruito e trasformato nel tempo.

In un momento storico in cui le crisi ambientali e urbane sono sempre più evidenti, sviluppare una consapevolezza critica dei territori diventa fondamentale.

Significa interrogarsi su come gli spazi vengono progettati, su chi ne beneficia e su chi ne subisce gli effetti, ma anche su come sia possibile immaginare modelli alternativi, più equi e sostenibili.

Questo contributo si inserisce nel percorso di riflessione promosso da Think & Act sulle nuove disuguaglianze, ampliando lo sguardo alle relazioni tra ambiente, memoria e qualità della vita. Comprendere i luoghi in cui viviamo non è solo un esercizio teorico, ma un primo passo per poterli trasformare.

Il video è stato creato da Vittoria Berdini e il concept elaborato da Barbara Bugliosi.

 

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